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Il 19 gennaio 1872 nasce a Venezia un'ancora insospettabile figlia
del palcoscenico: Rosa Storchio detta Rosina.
I natali veneziani di Rosina si devono alla seconda moglie di papà
Giovanni, maresciallo dei Carabinieri, il quale, dopo un felice
matrimonio con la bresciana Rosa Dordoni di Dello, che lo lasciava
prematuramente solo con 5 figli il 4 gennaio 1868, si era risposato
a Venezia il 30 luglio 1870 con Carolina Boot.
Trasferitasi con la famiglia a Mantova nel 1882, qui Rosina rimase
fino a 19 anni, quando si iscrisse al R. Conservatorio di Milano,
studiando con Alberto Giovannini e Giuseppe Fatuo. Esordì
al Teatro Dal Verme di Milano nel 1892 nel Ruolo di Micaela nella
Carmen di Bizet debuttò alla Scala il 20 marzo1895 nei panni
di Sofia, nel "Werther" di Massenet. Ebbe rapidissima
carriera e cantò in numerosi teatri italiani e di mezzo mondo,
in molte opere liriche con "voce purissima e cristallina".
Ammirata per la straordinaria sensibilità, la dolcezza del
canto e la forza drammatica delle sue interpretazioni, è
ritenuta tra le più grandi cantanti della Scala.
Ammirata da Puccini, fu amata da Arturo Toscanini dal quale ebbe
un figlio, Giovanni, morto in giovane età.
Ritiratasi dalla scena nel dicembre del 1922, si fece terziaria
francescana dedicandosi soprattutto all'infanzia abbandonata e malata.
Le fu amico affettuoso e fedele per tutta la vita Agostino Dordoni,
nipote di Rosina Dordoni Storchio, titolare del "panificio
musicale Dordoni" di Dello, appassionato e entusiasta cultore
della lirica e che la Storchio lasciò erede dei suoi ricordi
artistici.
La Storchio, Musa della Giovane Scuola e lirica sacerdotessa del
Teatro in piena Belle Epoque, percorre esattamente, con i suoi 73
anni di vita (1872-1945), questa parabola storica, senza mai farsi
coinvolgere dall'interesse per la politica.
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